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Terme di Saturnia
   
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Tra leggenda e storia

Il Mito narra che Saturno, dio delle messi e dell’abbondanza, un giorno perse la pazienza nel vedere che sulla terra gli uomini erano costantemente impegnati a farsi la guerra. Allora prese un fulmine e lo scagliò con forza. La saetta cadde nel cratere di un vulcano, dal quale zampillò un fiume d’acqua sulfurea e calda che si riversò per valli, monti e pianure, avvolgendo uomini e cose ed acquietando finalmente gli animi. Iniziò così l’età dell’oro dedicata a Saturno, un’epoca felice, illuminata dalla bellezza delle donne e dalla forza degli uomini, convertiti all’agricoltura, alla caccia e all’amore. Teatro della leggenda era il cuore della Maremma toscana, Saturnia, dove quell’acqua zampilla ancora a 500 litri al secondo ad una temperatura di 37°.

Al di là della leggenda, secondo cui Saturnia è stata la più antica città italica, quello che si sa per certo è che già esisteva ai tempi degli Etruschi, con il nome di Aurinia, poi ribattezzata Saturnia dai romani. Il Cristianesimo e il Medioevo passarono un colpo di spugna sulle terme in generale, considerate luoghi di lussuria e di perdizione. Ma fu proprio dalle ceneri del Medioevo che prese vita l’idroterapia e con essa le Terme di Saturnia, per questo motivo oggetto di feroci contese tra i feudatari locali, gli Aldobrandeschi di Santa Fiora e quelli di Sovana. Da allora fu un avvicendarsi di contese e di padroni, fino al 1454, quando le Terme furono completamente ristrutturate all’interno di un grande progetto di bonifica e rifiorirono grazie ai coloni piacentini, romagnoli e lombardi che domandarono ed ottennero la concessione dello sfruttamento dei Bagni Saturnia.

Le terme di Saturnia erano ancora floride sotto il Granducato di Cosimo II di Firenze e raccomandate come prodigiose per il trattamento delle malattie della pelle alle soglie del ‘700. Ma la vera svolta verso la modernità si ha nel 1865, quando proprietari delle terme diventano i Ciacci, che procedono alla bonifica del sito, alla razionalizzazione delle vasche e al restauro degli edifici, creando le premesse per la nascita dello stabilimento termale vero e proprio. Col volgere del secolo tocca a Gaspero Ciacci compiere un ulteriore passo nella valorizzazione delle sorgenti termali: è lui che nel 1918 costruisce il primo confortevole albergo e fa compiere dall’Università di Pisa le prime analisi chimiche scientificamente complete delle acque di Saturnia. Nel 1946 i Ciacci cedono le terme ai signori Passalacqua e questi, nel 1956, le passano alla Società Terme di Saturnia, con sede a Roma.

Oggi la società è controllata al 100% dai tre fratelli Mario, Antonello e Sandro Manuli, azionisti dal 1996.

www.termedisaturnia.it